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Continua l’impegno di RadiciGroup sul fronte della sostenibilità.

Ministry for Environment
Una sostenibilità che il Gruppo rendiconta nel proprio Sustainability Report - redatto secondo le linee guida della GRI (Global Reporting Initiative) - monitorando indicatori economici (EC), indicatori relativi a diritti umani (HR), pratiche e condizioni di lavoro (LA), società (SO), ambiente (EN), responsabilità di prodotto (PR). Tutti elementi questi, di assoluta centralità per RadiciGroup la cui sfida è quella di fare della sostenibilità uno strumento di business, di innovazione, di cultura aziendale. Un approccio nella gestione aziendale.

RadiciGroup si impegna a misurare l’impatto ambientale della propria filiera produttiva, da monte sino a valle, vale a dire dal monomero ai tecnopolimeri sino alle fibre sintetiche e ai non tessuti, in modo sistemico e rigoroso, fornendo informazioni basate su dati scientifici, verificate e comparabili

Come? Innanzitutto attraverso lo sviluppo e la definizione di PCR (Product Category Rules) in filiera, regole che definiscono come misurare e quantificare le performance, in termini di impatto ambientale, dei prodotti (attraverso il modello LCA, Life Cycle Assessment), per ottenere specifici EPD (Environmental Product Declaration). Non solo. RadiciGroup, in particolare il polo chimico di Radici Chimica SpA, ha recentemente siglato un accordo con il Ministero dell’Ambiente italiano per sperimentare l’applicazione, alla propria filiera produttiva, della nuova metodologia di calcolo dell’impronta ambientale di prodotto (PEF - Product Environmental Footprint) e di organizzazione (OEF - Organisation Environmental Footprint). Una metodologia di calcolo questa, introdotta recentemente dalla Commissione Europea per fornire informazioni e misurazioni ambientali affidabili e confrontabili, nell’ottica di armonizzare i diversi metodi di misurazione oggi disponibili.

Progetto PCR di filiera.
RadiciGroup, attraverso l’ente svedese International EPD System, ha definito le PCR valide a livello internazionale utili a rappresentare la filiera produttiva delle plastiche e delle fibre. Un risultato importante per RadiciGroup, un lavoro, durato circa un anno, che ha rappresentato un’innovazione concettuale, innovazione di approccio metodologico nel settore. Il Gruppo è stato infatti la prima realtà a livello internazionale, ad aver presentato e proposto a International EPD System, ottenendo feedback positivi, il concetto di PCR “di filiera”. Oggi le regole elaborate dal Gruppo e validate da International EPD System (ente tra i più quotati a livello europeo), rappresentano il riferimento e modello internazionale per qualunque operatore del settore voglia misurare le performance, in termini di impatto ambientale dei propri prodotti. La “filiera” (polimeri, tecnopolimeri, fibre sintetiche, non tessuti) grazie all’approccio normativo uniforme nell’applicazione dell’LCA, facilita la redazione di EPD per i prodotti del Gruppo. RadiciGroup può così aiutare i propri clienti a valle non solo ad ottenere la medesima certificazione ambientale per i loro prodotti, ma anche a fare valutazioni consapevoli sulla sensibilità ambientale dei propri fornitori.

Per RadiciGroup i passi successivi alla definizione delle PCR di filiera, sono quindi l’ottenimento di EPD di prodotto, unitamente alla sperimentazione della nuova metodologia europea di calcolo dell’impronta ambientale di prodotto (PEF) e di organizzazione (OEF).

Tra i punti di eccellenza di tale approccio per l’area materie plastiche di RadiciGroup?
Poter sviluppare analisi di eco-formulazione, eco-design. Poter effettuare comparazioni oggettive, a parità di prestazione tecnica, tra materiali plastici e tra materiali plastici e metalli.


Tutti i dettagli nel Comunicato Stampa