FASHION REVOLUTION: una campagna per non dimenticare Rana Plaza.

Oggi ricorre il secondo anniversario del crollo della fabbrica di abiti Rana Plaza a Dhaka, in Bangladesh, in cui persero la vita 1.133 persone.

Il 24 aprile 2013 il mondo ha scoperto dove, come e da chi viene realizzata la maggior parte dei nostri vestiti, e come queste logiche produttive portino allo sfruttamento della manodopera, alla negazione dei diritti di base legati al mondo del lavoro, all’assenza di sicurezza e inoltre accrescano esponenzialmente l’impatto negativo della filiera “moda” in tutti i suoi ambienti.
 
E cosa è cambiato nel mondo della moda dopo Rana Plaza? C’è maggior consapevolezza sulle implicazioni della produzione globalizzata degli abiti che indossiamo ogni giorno?  Cosa potrebbe fare ognuno di noi affinché stragi come questa non accadano più?
 
Queste le domande poste dalla community di Out of fashion - gruppo nato dall’omonimo primo corso di alta formazione sulla cultura della moda consapevole, etica e innovativa in programma a Milano dallo scorso ottobre presso la fondazione Gianfranco Ferrè -   che attraverso la campagna Fashion revolution invita ciascuno di noi a dare il proprio contributo inviando una riflessione, un’immagine, un testo, una proposta per commemorare la tragedia del Rana Plaza.
 
Ci si deve fermare. Si deve riflettere su un futuro possibile e diverso della moda, ma non solo. Dell’intera industria tessile.
RadiciGroup l’ha fatto: aderisci anche tu a  Fashion revolution!